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Zellamid®

Tutti i prodotti Zellamid® possono essere lavorati attenendosi alle norme generali relative alla lavorazione dei termoplastici. Usare utensili HSS o in metallo duro per la lavorazione dei materiali non rinforzati, assolutamente solo utensili in metallo duro per quelli rinforzati. Gli utensili devono essere sempre perfettamente affilati, inoltre, data la scarsa conducibilità termica di tutti i termoplastici, è consigliabile l’utilizzo di liquidi refrigeranti per attenuare il calore che si crea.

  • FORATURA
  • STABILITA’ DIMENSIONALE
Zellamid 90099%
PE 30096%
PTFE97%
1977
Una certezza da 46 anni
6000+
Prodotti trattati
5
Milioni di tagli su misura
9765
Clienti soddisfatti

POLIETILENE

POLIVINICLORURO

POLIPROPILENE

POLITETRAFLUOROETILENE

POLICARBONATO

POLIURETANO

PRODUZIONE POLIETILENE

Dall’inizio del 2018 Etaplast S.p.A. è in grado di produrre tondi in Polietilene HD – P.M. 300.000 nelle misure comprese tra il diametro 20 mm e 300 mm.
La qualità raggiunta è garantita dal nostri esperti, dal loro know-how e dal costante controllo dei processi produttivi, nonché dalle materie prime utilizzate.
Tutto il materiale prodotto viene etichettato in modo da consentirne la completa tracciabilità.

ETAPLAST DAL 1977

Etaplast iniziò la sua attività come rivenditrice dei semilavorati Zellamid®.

Questi prodotti sono il risultato di una lunga e proficua esperienza iniziata nel lontano 1955.

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PRODOTTI ZELLAMID®

Tutti i prodotti Zellamid® possono essere lavorati attenendosi alle norme generali relative alla lavorazione dei termoplastici. Usare utensili HSS o in metallo duro per la lavorazione dei materiali non rinforzati, assolutamente solo utensili in metallo duro per quelli rinforzati. Gli utensili devono essere sempre perfettamente affilati, inoltre, data la scarsa conducibilità termica di tutti i termoplastici, è consigliabile l’uti- lizzo di liquidi refrigeranti per attenuare il calore che si crea.

La FORATURA è un’operazione particolarmente critica a causa delle succitate caratteristiche di questi materiali. La mancata evacuazione del calore du- rante la foratura può generare incrina- ture e fessurazioni nel nocciolo centrale del tondo, soprattutto durante l’esecu- zione della prima foratura di un pezzo lungo (oltre 150mm). Una volta che si è creato un foro passante, il calore si dissipa più facilmente fuoriuscendo dal- la parte opposta ove penetra la punta, risolvendo gran parte del problema del surriscaldamento. È necessario quindi: attenersi rigorosamente all’utilizzo di utensili e velocità segnate sul prospetto della pagina precedente; allargare gradualmente il foro (p.e. partendo dal diametro 25/30 mm, poi 40 o 50 mm); estrarre frequentemente la punta du- rante l’esecuzione del primo foro, per eliminare i trucioli, favorire l’afflusso del refrigerante e migliorare il raffreddamento. Per la foratura di grandi diametri è consigliabile passare, appena possibile, alla tornitura con utensile.

STABILITÀ DIMENSIONALE. L’assorbimento di umidità di alcuni termoplastici e l’espansione termica dovuta ad un coefficiente di dilatazione lineare ben differente da quello dei metalli, determinano l’impossibilità di ottenere, in caso di sbalzi di temperatura e presenza di umidità o di liquidi, strette tolleranze del pezzo finito; questa caratteristica deve essere tenuta presente in fase di progettazione. A riguardo, un metodo che permette di ottenere risultati migliori, nel limite consentito delle caratteristi che proprie dei singoli materiali e del tipo di lavorazione, è il seguente: lavorare il pezzo lasciando un sovrammateriale di 0,5-1mm. Tenerlo quindi a riposo per 3/4 giorni, affinchè la nuova superficie creata si adatti all’umidità atmosferica con la quale viene a contatto e si detensioni dallo stress e dallo squilibrio deter- minato, soprat- tutto per pezzi soggetti a forature, dallo svuotamento nel nocciolo centrale della sezione. Finire quindi la
lavorazione portando il particolare alle quote desiderate.

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